| La ferrovia più bella del mondo |
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Il Trenino Verde è il nome dato al servizio turistico promosso dalle Ferrovie della Sardegna che consente di viaggiare e conoscere il volto più vero e suggestivo del nostro territorio Grazie alle splendide vie ferrate è possibile percorrere il cuore della nostra Isola e visitarne alcuni dei più bei luoghi, spesso talmente impervi e nascosti che è possibile, raggiungere solo a piedi e con grandi difficoltà . Se si desidera passare un momento sereno e distensivo, il Trenino è l'ideale la sua velocità moderata consente di assaporare appieno il paesaggio e la natura circostante e, perché no, di rivivere con l'immaginazione un'epoca lontana e affascinante.
Partendo da Arbatax, stazione ferroviaria sul mare, incontreremo, attraversandoli, i territori di Girasole, Villagrande, Elini, Arzana, Ilbono e Lanusei ci apparirà maestosa la catena montuosa del Gennargentu la più alta in Sardegna, che con immensa bellezza riflette le sue cime nel lago del Flumendosa. Il paesaggio è un alternarsi di emozioni: ecco solitaria "La Perda Liana" tacco di roccia calcarea che ci introduce nei territori di Gairo, Ussassai, Ulassai e Seui, dove il territorio cambia nuovamente aspetto, qui la fantasia spazia nel dare vita alle particolari forme delle rocce.
Dopo aver attraversato più di 60 Km. di strada ferrata, circondata da un bosco di lecci secolari, la locomotiva si ferma sui binari, si arriva al parco Montarbu, molto vicino alla fermata San Girolamo. Durante la sosta si possono visitare la casermetta della forestale e se si è fortunati vedere i mufloni e i cinghiali. Da questo punto inizia l'escursione a piedi tra i "tacchi" il cui esemplare più suggestivo è Perda Liana. Penetrare a piedi tra queste bastionate ammantate di foresta dà un senso di mistero, d'isolamento e di panico, perchè il passaggio alla loro base, lungo i fiumi o in valli anguste, chiude la visuale verso l'alto. Ma ogni qualvolta venga raggiunto un sito eminente lo spettacolo esaltante dei numerosi "tacchi" emergenti dalla foresta fa apprezzare meglio il loro significato di "Piccole Dolomiti". L’itinerario a piedi può essere percorso anche a cavallo e in mountain bike. L'area da percorrere col treno è essenzialmente utilizzata dai pastori ed è integralmente protetta dalla Forestale, che occupa un buon numero di operai per tenere turisticamente visitabile il compendio. Dalla Caserma della forestale si può arrivare a piedi fino a Perda 'e Liana ad un'altezza di 1200 m lungo sentieri naturali immersi nel verde e nel silenzio che solo che questi luoghi possono riservarci. Tra il territorio di Ussassai e Seui un'espertissima guida ci condurrà all'interno del parco dell'Ente Sardo Foreste, tra i profumi e i colori di un ambiente incontaminato.
Inconfondibilmente, tra le fronde degli alberi, gli aromi degli arrosti e dell'ottima cucina sarda, annunciano il momento del pranzo una tavola imbandita a festa, all'ombra di maestosi lecci secolari, accoglie gli ospiti che potranno assaporare i tipici Culurgiones (ravioli cuciti a mano) e i Marracconeddus Sciarrancaus (gnocchetti locali), il tutto innaffiato con un ottimo vino Cannonau.
Nel pomeriggio una piacevole passeggiata ci condurrà alla scoperta dei tacchi di roccia calcarea.
Seui vanta un patrimonio ambientale unico, è infatti all'interno del suo territorio, che troviamo la foresta del Montarbu, un polmone verde di circa 3000 ettari. Notevoli sono le testimonianze del passato che dall'età nuragica sono arrivate fino a noi. Ma è il centro storico la vera attrazione di Seui di impianto Medioevale, è caratterizzato da case in pietra di scisto, costruite seguendo le tortuosità delle vie cittadine.
Fulcro del centro storico, e del nostro itinerario, è il Percorso Museale Monumentale Seuiense, che comprende la Palazzina Liberty, la Casa Farci, il Carcere Baronale Spagnolo del 1647, la Galleria Civica, la Casa Caredda Loy, la Chiesa di San Giovanni e di Santa Maria Maddalena. Durante il percorso sarà possibile visitare la sezione estrattiva-mineraria dell'antracite, rivivendo le dure condizioni di vita dei minatori di Seui, dalla nascita dell'attività estrattiva nel 1800 fino agli anni 1960.
Con la visita alle carceri spagnole conoscerete in quali drammatiche condizioni vivessero i carcerati che dal 1647 vennero custoditi nelle carceri di Seui, utilizzate fino al 1975.
Continuando la nostra visita, oltre a documenti originali dello scrittore e politico Farci, verrete a contatto con la cultura e la storia del popolo Seuiense, riscoprendo le vecchie arti e mestieri possibilità di conoscere gli ottimi piatti della cucina locale, per poi ripartire alla scoperta dei segreti che il paese di Seui custodisce.
Il viaggio riprende, questa volta in senso contrario, panorami mozzafiato, ponti alti e antichissimi si alternano a paesaggi quasi da Far West che solo i Tacchi possono offrire. Accompagnati dagli sbuffi della caldaia arriviamo alla piana di Gairo taquisara, una piccola frazione di Gairo S. Elena nata attorno alla piccola stazione ferroviaria, da qui il nomignolo di "Gairo Scalo". Lasciandoci alle spalle lo "Small Canyon" puntiamo verso il Totem naturale più bello dell'isola, Perda Liana, che sovrasta le vallate del Gennargentu, ricoperte dalla macchia mediterranea e battute  solo da capre e buoi allo stato "brado". In questo punto i più audaci possono scendere e tentare la non facile scalata e accamparsi sulla cima in attesa che l'alba risvegli la natura in attesa di proseguire la cavalcata verso Arbatax passando per il suggestivo Lago Flumendosa. Durante il viaggio si ha la sensazione di attraversare Regioni che distano migliaia di chilometri l'una dall'altra, dalla roccia calcarea di Seui, si attraversa il "Canyon" dei Tacchi, lungo la piana si raggiunge velocemente il lago Flumendosa per poi scendere altrettanto velocemente verso il mare attraversando Lanusei per ben due volte e i numerosi Uliveti del teritorio di Ilbono (Città dell'olio). Si arriva a destinazione quasi per incanto lasciandoci nella mente il ricordo di quei posti meravigliosi e la faccia un pò nera dal fumo del trenino a carbone. |









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