Lido di Orrì
Jerzu: le origini PDF Stampa E-mail

La vocazione agricola del paese si evince fin dalle origini. Il suo nome è documentato infatti per la prima volta in un atto notarile del 1130 (Carte volgari del Solmi), in cui si parla di una donazione di vigne, e compare come Jerzzu; in atti successivi compare come Ertho o Jersu o altre forme simili. Diverse sono le teorie sull’etimologia del nome: il Paulis ritiene che jerzu deriverebbe dal bizantino khersos, incolto, improduttivo, e farebbe pensare a un insediamento greco di epoca tardo-romana; secondo altri autori deriverebbe da suergiu (quercia da sughero), di origine latina; mentre lo Spano lo fa derivare dal fenicio iaras col significato di eredità o possessione. Non ci sono certezze nemmeno relativamente alla ubicazione geografica del paese in origine, in quanto alcuni autori lo collocano nella piana del Pelau, vicino alla chiesa della Madonna delle Grazie, dove sarebbe stato abbandonato a causa delle scorrerie pisane verso la fine del 1200, in concomitanza alla distruzione del castello Della Rosa, le cui rovine si trovano in prossimità a tale località. A sostegno di questa tesi portano il fatto che nel registro delle Rentas de Cerdeña (rendite pisane nel Giudicato di Cagliari) del 1316 il paese è indicato come Jersu de montibus, quasi a volerlo distinguere da un altro situato in pianura. Altri autori ritengono invece che Jerzu sia sempre stato nel sito odierno, quasi una sorta di raccolta delle popolazioni nuragiche che vivevano intorno al monte Corongiu, e avamposto della dominazione romana contro le tribù barbariensi dell’interno. Già da allora Jerzu doveva avere il controllo del Pelau, da cui certamente traeva i propri mezzi di sussistenza.

L’attuale assimilazione del paese di Jerzu al paese delle vigne e del vino ha quindi fondamento storico. Jerzu, che ha ottenuto l’appellativo di città del vino, è famoso in tutta la regione per la qualità del suo vino, il Cannonau, le cui uve sono prodotte sopratutto nella zona del Pelau e a Quirra, quelle che meglio si prestano all’attività agricola, anche se non mancano vigneti nella parte montana del territorio, per sua natura più favorevole alla pastorizia, attività che però rappresenta solo una minima parte dell’economia del paese. La vocazione agricola degli Jerzesi è confermata dal fatto che la quasi totalità del territorio è di proprietà privata.