| Ilbono: da vedere |
|
|
|
Il territorio è uno dei più ricchi di testimonianze archeologiche e artistiche, seppur ancora non conosciuto e apprezzato al di fuori di una ristretta cerchia di amatori ed esperti ed offre zone di notevole interesse archeologico; l’analisi archeologica ha permesso di ricostruire cinque complessi archeologici variamente distribuiti: 1) dieci domus de janas, 2) quattro menhir, 3) quattro tombe dei giganti, 4) sei nuraghi a tholos semplici e cinque a tholos complesso.DOMUS DE JANAS: Domus de Janas in Texere: All’interno del complesso archeologico si trovano due domus de janas, una è scavata in un masso isolato di granito attraversato da un filoncello di quarzo e vi si accede tramite un portello quadrangolare. La seconda domus è scavata in un blocco sferoidale di granito. Alla base di questo si intravede un gradino che precede il portello. Domus de Janas di Sceri’: Nel complesso esistono due domus, entrambe monocellulari e scavate in un masso isolato. Domus de Janas in Sabba e sa Murta: La domus è pluricellulare, non si trova all’interno di un complesso archeologico ed è ubicata a 200 metri dal Torrente di Riu Arrida. Domus de Janas in sa Mardona: L’unica domus conservata presenta uno stato di conservazione discreto, ed è bicellulare con un breve atrio. Domus de Janas in Perd’e Carcina: Il complesso archeologico presenta quattro domus di cui tre monocellulari e una bicellulare. MENHIR: I quattro menhir presenti in questo territorio si trovano all’interno del complesso archeologico Texere. NURAGHI: Sceri’: Costituisce il più vasto ed importante complesso nuragico della zona risalente al II millennio a.c. Presenta resti di una torre principale, di un corpo aggiunto e di un antemurale: ha una caratteristica interessante ossia contiene al suo interno cavità naturali integrate con la muratura. I l materiale da costruzione impiegato è il granito utilizzato in blocchi di grandi dimensioni normalmente privi di rifinitura o appena sbozzati. Gli altri siti nuragici di rilievo sono: “Perd’e Carcina”, Sartalai”, “Serra Tulè”, “Mattalè”, “Sa Campana”, “Monte Forru”, “Teddizzò” “Tedili”, “Pira Inseri”, “Elurci” (in queste ultime sono state rinvenute tracce di insediamento romano). STRADE ROMANE: Proprio il territorio di Ilbono, sin dal periodo romano era attraversato da una strada trafficata che, partendo da Cea, e unendosi ad altre due provenienti dalla costa (Arbatax e Barisardo), che si univano a Baunuxi, si inoltrava verso l’interno, fino ai primi centri della Barbagia. S. Giovanni Battista: Dedicata a S. Giovanni Battista la chiesa parrocchiale è situata nella parte bassa del paese. Sorge sicuramente sulle rovine di una preesistente chiesa, considerato che nelle vicinanze esisteva un cimitero. L’attuale chiesa parrocchiale dovrebbe ricalcare nell’impianto quella più antica. Dell’antica chiesa restano alcuni marmi già appartenenti all’altare maggiore ed oggi recuperati per la nicchia della Madonna delle Grazie, la vasca del battistero sicuramente settecentesca per la fattura in marmi policromi, un acquasantiera. S. Cristoforo: Chiesetta sita nel centro abitato e risalente al XVII-XVIII sec. Statue: Madonna delle Grazie: Statua lignea di ignoto scultore di bottega spagnola risalente al XVII sec. La tradizione vuole che un gruppo di pescatori di vari paesi nelle spiaggie degli scogli rossi di Cea, vide un giorno una cassa abbandonata dalle onde marine. Aperta con ansia, la cassa mostrò una statua bellissima della Vergine. Ne nacque poi la gara tra i pescatori che ciascuno voleva condurre nel proprio paese.Si decise di affidarsi alla sorte, acconsentendo tutti che la statua sarebbe andata a quel paese, dove i buoi tirando il carico della cassa si sarebbero diretti di proprio istinto. Partendo dalla spiaggia i buoi avrebbero infilato la strada verso Nulasso, verso Baunuxi e quindi verso Ilbono dove si fermarono. Da qui la devozione di Ilbono per la Madonna delle Grazie. |









I Comuni 


Il territorio è uno dei più ricchi di testimonianze archeologiche e artistiche, seppur ancora non conosciuto e apprezzato al di fuori di una ristretta cerchia di amatori ed esperti ed offre zone di notevole interesse archeologico; l’analisi archeologica ha permesso di ricostruire cinque complessi archeologici variamente distribuiti: 1) dieci domus de janas, 2) quattro menhir, 3) quattro tombe dei giganti, 4) sei nuraghi a tholos semplici e cinque a tholos complesso.