Lido di Orrì
Elini: le tradizioni PDF Stampa E-mail

Da secoli la gente di Elini, quando arriva luglio sale al Carmine. La festa della Madonna del Carmine è un evento religioso, radicato in un fatto etnico. Riguarda la stirpe. Per la gente di Elini salire a “Su Cramu” significa ritornare ogni anno alle proprie origini. I festeggiamenti iniziano all’alba del 16 luglio nella chiesa parrocchiale consacrata a S. Gavino, dove si raduna la comunità, accompagnata dai fedeli provenienti da tutta l’Ogliastra. Quando il sole nascente illumina il Monte Idolo il popolo si avvia verso il Santuario della Madonna. Il tragitto è lungo e faticoso ma per chi partecipa con devozione la strada è breve. Salgono al suono delle launeddas recando a spalle la venerata Immagine della Madonna del Carmine. E’ vanto dei più galiardi reggerla senza cambio fino alla meta mentre le donne innalzano al Cielo le limpide note del rosario in sardo. Le più giovani portano sulle braccia le torte da offrire in omaggio alla Madonna. Saranno poi distribuite lassù nell’invito ai pellegrini. La statua della Madonna è preceduta da quella di S. Mauro a ricordo della primitiva chiesetta a lui dedicata lassù, fin dal tempo della conversione degli avi al Cristianesimo. Arrivati alla meta i pellegrini ascoltano con gioia l’inno dolcissimo tramandato di madre in figlia e che commuove ogni anno chi lo canta e chi lo ascolta. Ogni anno dopo la messa gli Obrieri organizzano “Su cumbidu” (il rinfresco) offrendo alla gente dolci tipici come gesto di cordialità fraterna. Per tutta la giornata i Santi restano nella chiesetta campestre ad accogliere i fedeli che numerosi ringraziano per le grazie ricevute. Il giorno seguente, al calar del sole, le statue fanno rientro nella chiesa di San Gavino percorrendo lo stesso tragitto che gli avi hanno percorso per trasmigrare da quei territori ormai resi inabitabili.