| Seui: le origini |
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There are no translations available. Non si sa di preciso da cosa derivi il nome di Seui. Certo è che il Paese sorse nel XIII secolo con il nome attuale, anche se compare scritto sotto diverse forme (Seuhy, Seuuhi, Sehuy). Secondo il Cocco la prima testimonianza scritta del Paese risale al 1341 ed è contenuta nelle Rationes Decimarum (decime versate alla chiesa). Del paese si parla anche in un diploma di investitura del 1350. Alcuni studiosi ipotizzano che sia stato fondato da pastori seulesi, da cui la derivazione del nome da Seuli (Seulo); secondo altri il significato del nome è segum bubulum, gente che segue i buoi. L’archeologo Giovanni Spano sostiene invece che il nome derivi dalla lingua fenicia col significato di solitudine. Il Paese, che nel secolo scorso contava oltre 3000 anime, oggi conta poco più di 1500 abitanti. Di tradizioni agropastorali, con una certa propensione al commercio, attualmente si regge su un’economia forestale.Il Paese ha vissuto il suo periodo d’oro tra la metà del XIX e la metà del XX secolo, durante il periodo di sfruttamento della miniera di antracite scoperta dal Generale Alberto La Marmora nel 1827. Questo giacimento, situato a pochi chilometri dal centro abitato, in località Fundu ‘e Corongiu, rappresenta un importante esempio di archeologia industriale e fa parte del parco geo-minerario. Si possono ancora vedere i resti della Laveria di carbone, palazzina in stile Liberty la cui pregevole fattura si può ammirare nonostante le fatiscenti condizioni, e del villaggio minerario. Tale era l’importanza del giacimento minerario che furono fatte forti pressioni politiche affinché, in sede di scelta del tracciato ferroviario, venisse scelto quello che passava sopra al centro abitato, in prossimità della laveria. L’importanza del Paese in quel periodo è confermata dal progetto del Generale La Marmora che nel 1850, in sede di riordino delle province sarde, propose che la sede della provincia si trasferisse da Lanusei a Seui. Anche in relazione a tale progetto, poi accantonato, si spiega la costruzione a Seui nel corso del XIX secolo di edifici di pregevole fattura, tra cui il Palazzo Comunale del 1887. Sito sopra la via principale in prossimità della chiesa parrocchiale, è un edificio di 3 piani in pietra di scisto. Le facciate esterne sono caratterizzate da bugnati in porfido verde (di origine locale), e da balconcini in ferro battuto, tipico esempio di artigianato seuese. All’interno molte sale presentano affreschi occultati all’inizio del secolo con pittura di calce. Nel corso del tempo ha avuto varie destinazioni (rifugio per gli sfollati negli anni ’40, scuole ecc.). Attualmente ospita gli uffici comunali e la Galleria Civica. Sparse per il paese si trovano numerose sculture di autori vari, realizzate nel corso della gara di scultura che annualmente vi si svolge. |









I Comuni 


Non si sa di preciso da cosa derivi il nome di Seui. Certo è che il Paese sorse nel XIII secolo con il nome attuale, anche se compare scritto sotto diverse forme (Seuhy, Seuuhi, Sehuy). Secondo il Cocco la prima testimonianza scritta del Paese risale al 1341 ed è contenuta nelle Rationes Decimarum (decime versate alla chiesa). Del paese si parla anche in un diploma di investitura del 1350. Alcuni studiosi ipotizzano che sia stato fondato da pastori seulesi, da cui la derivazione del nome da Seuli (Seulo); secondo altri il significato del nome è segum bubulum, gente che segue i buoi. L’archeologo Giovanni Spano sostiene invece che il nome derivi dalla lingua fenicia col significato di solitudine. Il Paese, che nel secolo scorso contava oltre 3000 anime, oggi conta poco più di 1500 abitanti. Di tradizioni agropastorali, con una certa propensione al commercio, attualmente si regge su un’economia forestale.