Lido di Orrì
Seui: da vedere PDF Print E-mail
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Stazione Seui vanta uno dei Centri Storici meglio conservati e recuperati di tutta la Provincia, di impianto medioevale, caratterizzato da strette e tortuose viuzze e da case in pietra di scisto. I suoi quartieri sono orientati in gran parte secondo le curve di livello, con case a schiera che si affacciano su due strade parallele, con due ingressi a livelli differenti a causa della natura particolarmente scoscesa del terreno . Elementi caratteristici sono i balconcini in ferro battuto, le balconate pensili e le semilune di porte e finestre. Caratteristici sono anche i porticati (su Porci), di cui sono rimasti diversi esempi. Il sistema viario principale è costituito dalla strada statale 198, che collega Isili con Tortolì, e dalla linea ferroviaria a scartamento ridotto Cagliari-Arbatax. Entrambe le arterie attraversano il centro abitato secondo l'asse longitudinale, intersecate da un fitto sistema di strade e vicoli secondari, realizzati in forte pendenza. Nel centro storico sono presenti un buon numero di palazzine monumentali risalenti al 1800 e la chiesa parrocchiale di epoca spagnola.
Disseminate nel territorio si possono ammirare numerose emergenze archeologiche di varie epoche. Spicca per importanza la documentata presenza antropica di epoca nuragica. Di particolare rilievo è il nuraghe monotorre di Cercessa costruito in pietra di scisto, che si trova in prossimità dell’oasi naturalistica di Montarbu, e domina la vallata del fiume San Girolamo. Vale inoltre la pena di citare il nuraghe Ardasai, situato alla base Nord - occidentale del Tonneri, a 1015 metri s.l.m. Si tratta di un nuraghe monotorre dotato di rifascio, con ingresso a sud-est, costruito in pietra calcarea. La torre centrale, crollata in gran parte, contiene una scala. Il monumento si trova in posizione strategica, in quanto controllava le vie naturali di penetrazione verso le Barbagie. A circa 22 Km da Seui, si trova nella strada che, attraverso il Tonneri mette in comunicazione la SS 198 Isili - Tortolì con la SS 389 Lanusei - Nuoro, a breve distanza dal monolite calcareo di Perd ’e Liana. Il sito di Ardasai è parte integrante del Percorso Museale Monumentale Sehuiense. Entrambi i nuraghi si trovano in zone particolarmente ricche d’acqua. Reperti ceramici e monete risalenti al IV e III secolo a.C. sono stati individuati in passato in varie località. Nel territorio di Seui si trovano tracce di centri abitati di età incerta in località Santu Perdu - Parti e Santu Cristolu (San Cristoforo), la cui distruzione, insieme a quella di Santu Gironi (Trobiggitei) in territorio di Ussassai, secondo la leggenda sarebbe avvenuta in occasione di una festa nel villaggio di San Cristoforo, quando, in seguito a una lite tra gli uomini per contendersi la donna più bella, Maria Catalana, morirono diverse persone. Nel pieno della disputa il muggito di un bue frantumò la montagna facendo sprofondare i paesi e ponendo fine alla contesa.
Importante punto di riferimento per il turismo montano, fino a poco più di un secolo fa il territorio del Comune era totalmente ricoperto di meravigliose foreste. Oggi sopravvive la Foresta demaniale di Montarbu che si estende nella zona sud del Tonneri, a ovest del centro abitato. Si tratta di un’incontaminata oasi ambientale di quasi 3000 ettari in cui si possono osservare falesie calcaree ricoperte da foreste secolari di lecci, agrifogli, tassi, biancospini, corbezzoli, cisto e carpino nero, regno di mufloni, daini, cinghiali e dell’aquila reale. Nell’area possono essere ammirate affascinanti varietà floristiche come l’orchidea, di cui nel territorio seuese sono presenti oltre 50 specie, e rare peonie dette “rose del Gennargentu”. Luogo ideale per gli appassionati di trekking, l’area è caratterizzata da rilievi denominati “tonneri”, masse rocciose calcareo-dolomitiche che da una parte sono tagliate perpendicolarmente e assumono l’aspetto di muraglie. Le punte più alte di Montarbu e in generale del territorio di Seui sono “Punta Margiani Pubusa” (1324 mt) e “Montarbu” (monte bianco, così chiamato per il colore delle rocce, alto 1294 m.). Per raggiungere l’area della Caserma Forestale si esce da Seui in direzione di Ussassai; quindi si svolta al bivio per Perd’e Liana prendendo la strada consortile che porta alla stazione di Villagrande Strisaili, lungo la quale si trova a destra il bivio per Montarbu. Dopo una decina di chilometri si trova la casermetta “Mario Falchi”. In alternativa si può arrivare con il suggestivo trenino Verde che fa sosta su richiesta in prossimità della stazione forestale. L’area è attrezzata con punti sosta per il pic-nic, fontane e percorsi di trekking. In sito è presente un recinto per il ripopolamento dei daini e mufloni ed un interessante percorso didattico tra le specie vegetali presenti in foresta.
Nel territorio di Seui sono presenti numerose cavità naturali, solo in parte esplorate, in genere visitabili agevolmente con attrezzature speleologiche. Tra queste occorre menzionare Sa Muragessa, che si trova all’interno della Foresta di Montarbu in località Cerasia. Questa cavità, esplorata solo in parte, per circa 850 metri, è in parte visitabile senza particolari attrezzature, in parte accessibile agli esperti. Particolarmente suggestive sono le prigioni di San Pietro, un’ampia diaclasi che si trova nel bordo meridionale del Tonneri, originata dal crollo di una parete rocciosa, cui si accede solo da un passaggio strettissimo. La leggenda narra che fosse utilizzata come prigione dagli abitanti del villaggio sottostante di San Pietro ora scomparso. Sparsi nel territorio si trovano inoltre vari inghiottitoi come sa ucca de Giuannantoni, sito nella parte alta di Arcuerì e Su Stampu nell’area demaniale di Montarbu.
Chiesa di Santa Maria Maddalena
Nel centro storico è possibile visitare la chiesa parrocchiale che si trova alla sommità di una scalinata, adiacente al Palazzo Comunale. Si ignora la data del primo impianto, mentre sono note le date di edificazione delle cappelle dedicate a sant’Antioco e a sant’Antonio (1662) e del campanile (1666). La chiesa, che secondo il Cocco ci doveva essere già nel 1341, ha subito nel corso del tempo numerosi interventi di restauro che l’hanno ampliata e in parte modificata. La facciata presenta un grande portale con un arco a sesto acuto sovrastato da un rosone, lesene laterali e un motivo ad archetti che orna la pendenza del tetto. Sulla destra si innalza la torre campanaria con l’orologio. All’interno sono presenti una navata centrale e 2 laterali divise in cappelle, e un abside di forma quadrata al centro del quale si trova un altare maggiore, raro esempio di arte liturgica povera, realizzato in parte in marmo e per il resto in stucco colorato. Al suo interno è presente un Fonte Battesimale formato da una vasca di marmo bianco con fregi di rosette del 1644, un’edicola in legno con fregi neoclassici e diverse statue di pregevole fattura: due del XVII secolo, la prima raffigurante santa Maria Maddalena, e la seconda San Pietro, quest’ultima probabilmente appartenente all’omonima chiesa campestre documentata fin dall’inizio del XVII secolo ora scomparsa; una di san Rocco della fine del settecento e una di santa Barbara dell’inizio dell’ottocento. Su richiesta può essere visitato l’Antiquarium Ecclesiastico, in cui sono conservate pregevoli statue lignee e arredi sacri. All’interno del centro storico si trova la Chiesa di San Giovanni Battista, il cui impianto originario si è perso dopo il rifacimento avvenuto negli anni 70. Si tratta di una chiesa ad una navata priva di particolari elementi architettonici. Al suo interno si trova una statua in legno dorato con policromie dedicata al santo, risalente al XVII-XVIII secolo.

• Madonna del Carmelo
Si tratta di una chiesa campestre sita in località Arcuerì, vicino all’omonimo valico, a circa 9 Km dal centro abitato, lungo la SS 198 in direzione Ussassai, ai piedi di un tacco calcareo circondato da lecci secolari e boschi di roverelle. Fu edificata nel 1920 in seguito ai fatti di sangue accorsi l’anno precedente a Elini durante la festa della Vergine del Carmelo. I seuesi, devoti alla santa, recatisi l’anno precedente in massa a Elini per la festa, furono coinvolti in una rissa per questioni di donne è ci fu un morto. Risentiti giurarono di non tornare più a quella festa e decisero di costruire la loro chiesa. L’edificio presenta una pianta longitudinale ad un’unica navata, con tetto, a doppio spiovente costituito da capriate in legno. Nello stesso materiale è fatto il portone, sormontato da una lunetta e da un rosone in ferro battuto che riporta la data di costruzione della chiesa. Alla Madonna del Carmelo è dedicata la festa più importante del paese che si svolge la terza domenica di Luglio.

• Santa Lucia
Immersa nel verde, in una località suggestiva di fronte al paese, si trova la chiesa campestre di Santa Lucia. Risalente al XVII secolo, è a tre navate con tetto a doppio spiovente sostenuto da capriate in legno. Il pavimento è in mattonelle di cotto. La facciata presenta un rosone in cotto e un piccolo campanile a vela, tipico delle chiese spagnole. Documenti risalenti al 1649 citano la chiesa come frequentata, oltre che dai seuesi, da diverse comunità confinanti.

• San Cristoforo
La chiesa è stata eretta, probabilmente nel XIV secolo, alla base sud occidentale del Tonneri, a 900 metri s.l.m. in una località brulla e battuta dai venti. In epoca successiva è stata sottoposta a lavori di ampliamento e ristrutturazione. Attualmente la chiesa presenta un’unica navata con copertura a doppio spiovente in canne e tegole. L’altare è innalzato rispetto al pavimento. Nel 1832 è stata interdetta dalle autorità ecclesiastiche poiché utilizzata come asilo dai malviventi, e indecente al culto.

• San Sebastiano e Santa Barbara
L’edificio si trova in località Fundu ’e Corongiu, vicino alla omonima zona mineraria, a alcuni chilometri dal centro abitato. L’impianto originale di questa chiesa è stato edificato secondo l’Angius come ringraziamento a San Sebastiano per la liberazione dalla peste del 1652-1656. Di questa costruzione restano solo i ruderi. Alla fine degli anni 80, a breve distanza, è stata eretta una nuova chiesa che si presenta ad un’unica navata, copertura a capanna e altare in pietra.