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La zona di Ninara conserva quelle più antiche rappresentate da tre domus de Janas probabilmente risalenti al terzo millennio A.C. Nella zona di Quirra ci sono i nuraghi di Asinalis al confine con Jerzu e Piddeddu, al confine con Tertenia. In Is Carcuris si trova il nuraghe di Sa Serra de Is Perdas al confine con il Comune di Cardedu. La più alta concentrazione di tracce di vita nuragica si trova nel territorio attiguo al centro abitato, in località Taccu., in cui sono presenti molti nuraghi, diversi villaggi e tombe dei giganti. Alcuni di questi siti versano in buon stato di conservazione. La scelta di localizzarli nell’altipiano è da ricondurre alle caratteristiche geomorfologiche della zona, che la rendono facilmente difendibile. Le pareti rocciose sono in alcuni casi state impiegate come parte integrante della struttura muraria.
Meritano sicuramente una visita i monumenti archeologici che si trovano in località Taccu, recentemente aperti alle visite guidate, e le chiese di San Giorgio e Santa Susanna. Per gli amanti del Free Climbing (arrampicata libera) è possibile dedicarsi a questo sportSan Giuseppe. La chiesa parrocchiale di Osini, dedicata a San Giuseppe, fu uno dei primi edifici, insieme al municipio, alle scuole e alla caserma, ricostruiti dopo l’alluvione del 1951. Si trova nella piazza centrale del Paese, di fronte al municipio. La chiesa ha subito recentemente interventi di restauro che ne hanno profondamente modificato la struttura. È a pianta longitudinale, presenta un’unica navata voltata a botte. È in stile geometrico moderno con mosaici nell’abside e nella facciata realizzati negli anni 60 da Franco D’Urso. Al suo interno si conserva la statua di una Madonna Assunta dormiente del XIX secolo.
S. Giorgio vescovo. Nel territorio di Osini, ai piedi di Taccu, si conserva una delle prime chiese edificate in Ogliastra in onore di S. Giorgio vescovo di Suelli (della cui diocesi l’Ogliastra faceva parte). L’edificio, secondo un documento custodito nell’Archivio Arcivescovile di Cagliari, redatto da una commissione di esperti incaricata nel 1601 di valutare l’antichità delle chiese sorte in onore del Santo, sarebbe stato costruito nel XIV secolo per ringraziare il Santo del miracolo compiuto nella omonima “Scala”. Secondo la tradizione che risale al 1117 ed è contenuta nella prima biografia di San Giorgio scritta dal prete pisano Paolo, il Vescovo durante un viaggio nella diocesi giunse vicino al monte. Pensando ai disagi che affrontavano i viaggiatori, e che lui stesso avrebbe dovuto affrontare per attraversarlo, si rivolse a Dio, e grazie alle sue preghiere si aprì un passaggio che rendeva più facile e breve il cammino. Dalla montagna secondo la leggenda sgorgò una fonte a ulteriore sollievo dei viaggiatori. Da allora la località avrebbe preso il suo nome. In passato la chiesa, costituita da un’unica navata divisa in 5 arcate, doveva essere piuttosto ricca. In base alla descrizione che è stata fatta nel 1601 le arcate erano rivestite di piastrelle color vermiglio piuttosto antiche (probabilmente cotto). Era inoltre presente nella chiesa un retablo con otto riquadri interamente dipinti a olio con raffigurazioni di vari santi. Attualmente la chiesa ha perso tutti i particolari che la arricchivano, e presenta un interno molto semplice con pareti ricoperte in calce. Nonostante questo mantiene il suo fascino per gli Osinesi che vi festeggiano il Santo tra il 23 e il 25 aprile
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