Lido di Orrì
Gairo: da vedere PDF Print E-mail
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Il territorio è caratterizzato da bellissimi paesaggi, come quello del torrione calcareo di Perda Liana, vero e proprio monumento naturale popolato dai mufloni e sorvolato dal Gypaeto barbato. Numerosi sono i siti archeologici disseminati nel territorio come l'area nuragica di Serbissi e di Perdu Isu e del bastione roccioso di Taquisara dove si trova una tomba dei giganti.
Il bellissimo territorio di Gairo che unisce mare e montagna, è meta ogni anno di moltissimi visitatori attratti dalla bellezza dei paesaggi e dalla natura incontaminata che lo caratterizza. Il paesaggio montano è reso spettacolare dalla presenza dei “Tacchi”, torrioni calcarei formatisi nel Mesozoico, che si ergono come torri in mezzo alle montagne tra i quali spicca Perda’e Liana, il monumento naturale più famoso della Sardegna. Una escursione tra i tacchi attraverso mulattiere e piccoli tratturi permette di ammirare dei pezzi di natura selvaggia e incontaminata; inoltre, la presenza di cartellonistica in legno per la guida dei sentieri e di cartellonistica tematica dove sono indicate le essenze botaniche presenti nell’area, contribuisce a far conoscere meglio agli escursionisti le specificità del luogo. L’area marina del Comune di Gairo è caratterizzata da spiagge di rara bellezza, come la suggestiva spiaggia di sassi scuri di Coccorrocci, ma anche “Baccu e Pratais”, “Su Sirboni” e “Cala ‘e Luas” dalle caratteristiche rocce rosa.
Del periodo nuragico (1800 – 250 a.C.) sono presenti numerosi nuraghi e villaggi nuragici tra i quali sono degni di nota quelli di “Is Tostoinus”e di “Pedru Isu”. Molto importante inoltre è la fortezza nuragica di “Sa Tumba”, il nuraghe di “Genna Didu” ed il nuraghe “Su Serbissi”, al confine tra Osini e Gairo. Nella località “Cuguddadas” si trova uno dei più antichi e meglio conservati templi nuragici a pozzo di tutta la Sardegna chiamato “Su presoneddu” perché vi si scorgono ancora dei vani sotterranei con anelli di ferro infissi nelle pareti, che venivano usati per legarvi i prigionieri.

Dell’epoca romana sono state rinvenute numerose testimonianze come anfore, cocci di terracotta e monete. I resti di due villaggi risalenti al periodo tardo nuragico o punico-romano sono evidenti nella antica strada romana che passa nella zona marina di Monte Ferru e prosegue fino a Genna Didu.
A Gairo Vecchio si trova la vecchia chiesa dello Spirito Santo, ormai da tempo ridotta a un rudere e che pare sia stata costruita per un voto dalle donne di Ulassai.
 Anche la chiesa del nuovo abitato è consacrata allo Spirito Santo e sorge nella parte centrale del paese; vi si accede attraverso una scalinata realizzata interamente in granito sardo; è costituita da una grossa navata centrale sulla quale si affacciano due navate laterali; nel vasto presbiterio campeggia un grande mosaico di Franco d’Urso che raffigura la discesa dello Spirito Santo sopra la Vergine Maria e gli Apostoli. A qualche chilometro dall’abitato di Gairo sorge la chiesa di San Lussorio dove si svolgono i festeggiamenti in onore del Santo omonimo.

Nella località di Buon Cammino si trova la chiesa di Nostro Signore di Buon Cammino che un tempo doveva sorgere nella Piana di Foddini, lungo la Strada Orientale; nella chiesa attuale si trova il cippo terminale dell’antica chiesa che fu trovato dal Prof. Michele Plazza nella seconda metà del settecento e che fu trasportato nel sito attuale per essere utilizzato come materiale da costruzione; il cippo, forse a causa del suo peso, fu collocato a fior di terra e porta incise delle antiche scritte che dovevano indicare i confini territoriali tra gli antichi popoli, forse quel confine che separa oggi i territori di Gairo e Barisardo